Tornatore
imbastisce con maestria un thriller psicologico/metafisico ambientato
nel mondo dell'arte e dell'antiquariato di alto livello, con
atmosfere inquietanti e perfetta scelta delle location. L'intreccio
riesce a dipanarsi con eleganza, ritmo non troppo sostenuto ma
coinvolgente e la giusta dose di suspense. Splendida, come sempre,
l'interpretazione di Geoffrey Rush.
2°- IL SOSPETTO (Thomas Vinterberg)
Lascia
qualche dubbio il finale "buonista", in cui il malcapitato
protagonista, una volta riconosciuto innocente, riprende le
frequentazioni precedenti come se nulla fosse stato. Mah!
4° - ARGO (Ben Affleck)
5° - ZERO DARK THIRTY (Kathryn Bigelow)
Classici
film di auto-celebrazione Made in U.S.A.; su questo non ci piove. Ma
ben scritti, ben diretti e ben interpretati; tutte tre le cose che
trasformano un prodotto mediocre, anche se sostenuto da una buona
sceneggiatura, in un grande film.
Argo,
dominatore agli Oscar, tratta di un episodio a lungo secretato negli
archivi della CIA. La funambolica liberazione di un gruppo di
diplomatici americani rimasti bloccati nella Teheran del 1979, dopo
il famoso assalto all'ambasciata americana e il sequestro per
lunghi mesi del personale residente da parte dei
rivoluzionari islamici dell' Ayatollah Khomeini.
Zero
Dark Thirty racconta dei convulsi anni, successivi all'attacco contro
le torri gemelle dell' 11 settembre 2001, dedicati alla caccia a Bin
Laden; fino alla scoperta del suo covo in Pakistan e al bliz dei Navy
Seals che portò alla sua uccisione.
Soprattutto
in quest'ultimo film, l'eccessiva lunghezza (oltre due ore e mezzo)
non rappresenta un'ostacolo alla narrazione, poiché i tempi e i
ritmi si mantengono sempre sufficientemente elevati da non mettere a
repentaglio l'attenzione dello spettatore.