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sabato 5 aprile 2014

I conti col proprio passato non tornano mai...

In un vecchio post del novembre 2012, ho brevemente accennato, inserendolo nella mia personale classifica degli ultimi anni, al film del regista iraniano Asghar Farhadi "Una separazione", Oscar 2012 come miglior film straniero.
Un ritratto realistico e coinvolgente della vita di una coppia in crisi nell'Iran dei giorni nostri. 

Dello stesso autore e regista, è recentemente uscita nelle sale l'ultima opera, altrettanto meritevole di considerazione: "Il passato".
Anche se questa volta la storia è ambientata nella occidentale e multietnica Francia, al centro vi è sempre la complicata esistenza quotidiana di una famiglia moderna, quella che un orrido eufemismo chiama "famiglia allargata". Questo nucleo molto precario è composto da una madre instabile ed insoddisfatta, due figlie avute da una relazione precedente, di cui una adolescente in piena crisi di accettazione e travolta dai sensi di colpa (non voglio anticiparne i motivi...), e un nuovo compagno, malmostoso e indisponente, con figlio di pochi anni a rimorchio, ma ancora legato alla moglie, da tempo degente in ospedale, in coma per tentato suicidio... 

Manca qualcosa? Ah, sì, eccome. 
La visita programmata da tempo di un secondo marito della donna (...e vai!), separato e residente a Teheran, ritornato in Francia solo per espletare le pratiche di divorzio, il quale, travolto e coinvolto suo malgrado nel turbine di conflitti, sentimenti, rivalse e segreti sepolti di questo agglomerato umano pronto ad esplodere come una bomba innescata, funge da involontario detonatore, pur animato da una buona fede encomiabile, anche se un po' troppo ingenua e buonista.
In tutto questo papocchio, che il regista riesce a rendere magistralmente, mantenendo un distaccato equilibrio fra scene corali e sentimenti personali, tratteggiati con partecipazione ma evitando accuratamente di emettere sentenze, lo spettatore viene disturbato, ritengo a bella posta, dalla costante esibizione di egoismo dei protagonisti adulti, ciascuno pervicacemente abbarbicato ai suoi desideri, ai suoi sogni infranti e alle sue priorità, efficacemente contrapposto agli sguardi e alle intime sofferenze dei figli, sballottati come fagotti da una verità all'altra, da una casa all'altra, da un affetto all'altro. Sono loro, credo, alla fine, i veri eroi inconsapevoli di questa storia.
Si esce dal cinema con un senso di fastidio, forse anche di rabbia, verso l'evidente incapacità dimostrata da questi nuovi adulti di fermarsi a riflettere e di saper controllare i propri sentimenti, le proprie pulsioni. Sembra che per loro la soluzione di tutti i problemi, delle frustrazioni e sofferenze, sia quella di saltare da un letto all'altro senza un minimo di temperanza e sotto gli sguardi interrogativi e rassegnati dei figli, già incoscientemente coinvolti nel caos del mondo e delle loro esistenze.
La capacità di disegnare questo mosaico di vita mettendo a fuoco contemporaneamente tutti i tasselli con estrema lucidità e crudo realismo, senza falsa pietà e senza troppa indulgenza, rappresenta il pregio più evidente di questo grande film.
Consigliato ad un pubblico esigente e consapevole.




domenica 18 novembre 2012

I MIGLIORI FILM DEGLI ULTIMI ANNI (only for me, of course…)

Mi piace ogni tanto ripensare ai bei film che ho visto negli ultimi tempi. Alle sensazioni piacevoli, alla commozione, agli stimoli intellettuali, al divertimento, ai rimpianti, alla pelle d’oca, a tutto quel miscuglio di sentimenti che vengono evocati o scatenati dalla visione di una bella storia sul grande schermo.
Così mi sono preso la briga di stendere un elenco molto personale, con i titoli a mio giudizio più meritevoli di attenzione, fra i film visti nelle ultime stagioni.

2008:
      ·  Il papà di Giovanna (Un Pupi Avati sopra le righe)
      ·  Giù al Nord 
      ·  Changeling (Clint Eastwood e una magnifica Angelina Jolie che regge quasi da       
sola 2 ore e mezza di film; finalmente una bella gnocca che sa recitare…)
      ·  Il giardino di limoni
 
2009:
·   The reader (Commovente, intrigante, originale; con una grande interpretazione   di Kate Winslet)
·   Gran Torino (Semplicemente ancora Clint Eastwood… e due!)
·   Basta che funzioni (Semplicemente Woody Allen…)
·  Bastardi senza gloria (mescolare una dose di Quentin Tarantino, una dose di 2° guerra mondiale, una dose di persecuzione di ebrei, due dosi di nazisti spregevoli, una spruzzatina di eroi alleati, tre o quattro grandi attori, shakerare e voilà…)














2010:
·  Invictus (Semplicemente ancora Clint Eastwood, questa volta un po’ retorico… e tre!)
·   Il segreto dei suoi occhi
·   Hereafter (Semplicemente ancora Clint Eastwood… e quattro!)
·  La donna che canta (Il dramma della Palestina mai rappresentato così realisticamente e crudemente. Da vedere in apnea.)

2011:
·   Io sono Li (la difficile vita di un’immigrata cinese in formato poesia.)
· Contagion (Uno scenario futuribile, scientificamente plausibile e storicamente credibile.)
·  Una separazione (La crisi di una coppia nel moderno Iran. Ritratto umano senza confini. Bellissimo.)
·   Miracolo a Le Havre
·   Midnight in Paris (Semplicemente Woody Allen… e due!)
·   The artist
·   La chiave di Sara (La deportazione di una delle tante famiglie di ebrei francesi da parte della stessa gendarmeria francese, per compiacere gli invasori tedeschi. Un viaggio nella storia e nel proprio passato visto da una prospettiva singolare. Commovente e affascinante.)
·   The help
·   The lady – L’amore per la libertà (Aung San Suu Kyi, L’unica vera eroina dei tempi moderni.)
·   Tutti i nostri desideri

2012:
·   Paradiso amaro (finalmente un George Clooney bravo e convincente.)
·   Quasi amici
·   Cena tra amici (le prénom)
-   Argo


Appare lampante che, nel recente passato, l’anno più prolifico di belle storie risulti essere stato il 2011.
In un’altra occasione, magari, mi potrò dedicare ai film più brutti. O no?
No, forse quelli è meglio dimenticarli e basta.