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venerdì 10 luglio 2015

Ricordi delle Fiandre

Le facciate damascate dei palazzi fiamminghi si riflettono nel canale, con le loro torri, i loro merletti,  le loro finestre incastonate. La luce del tramonto sfiora la torre dell'orologio e i profili a strapiombo dei tetti. Una moltitudine di ragazzi e ragazze a passeggio lungo i moli o seduti con le gambe a penzoloni sull'acqua chiacchiera, ride, scherza.
Le ultime barche, cariche di turisti, tornano dai loro monotoni giri nei meandri dei canali e negli anfratti dei vecchi palazzi nobiliari.

Ma la sera e il buio tardano ad arrivare. 
Siamo nel nord Europa. Le ore di luce si allungano esageratamente verso la notte, creando un'atmosfera surreale.

Dalle finestre a bovindo, cascate di fiori colorati sfiorano l'acqua del canale sottostante e accarezzano le barche di passaggio, le teste dei cigni e delle anatre.
Oltre il ponte muscoso e il pesante portone, aperto solo nelle ore diurne, i lunghi alberi del beghinaggio stormiscono al vento e accompagnano il veloce passo delle monache alla chiamata del vespro.

Dalle ricche cornici del Musées Royaux des Beaux-Arts e del Groeninge Museum, i grandi artisti del secolo d'oro si fanno ammirare in tutto il loro splendore. Pieter Bruegel il Vecchio con "La caduta di Icaro", "Censimento di Betlemme", "La caduta degli angeli ribelli". E con lui molti altri, da Jan van Eyck a Memling. Severi ritratti di notabili e ricchi commercianti, innumerevoli episodi sacri, annunciazioni, crocifissioni, santi martirizzati e orribilmente torturati.


Giunti al termine dei 366 scalini della Torre Civica, il Belfort, come prima cosa, se si è ancora vivi, si tira il fiato. Quindi, riprese le forze, ci si affaccia alle finestre e si ammira il panorama della città e del suo dedalo di canali, i suoi magnifici palazzi, le sue guglie e le sue torri, accompagnati dal frastornante concerto del carillon e delle sue 47 campane.

Dietro l'angolo, quasi all'improvviso, parzialmente circondato e protetto dall'acqua, appare la mole imponente del Castello dei Conti di Fiandra, con la sua torre e le sue mura merlate che si riflettono nitide nel canale che lo avvolge su tre lati. È un tardo pomeriggio limpidissimo; il cielo azzurro e terso offre uno sfondo imperdibile alla classica foto da turista.

Dalle vetrine delle innumerevoli ciocolaterie mille forme curiose e tentatrici di cioccolato nero e bianco ammiccano ai passanti. Varcata la soglia, un inebriante profumo di cacao ci monopolizza l'olfatto e l'assaggio della specialità della casa è d'obbligo. Nonché l'acquisto di qualche dolce ricordo di viaggio, con grande imbarazzo di scelta.


Dalla finestra dell'antica casa in legno che dà direttamente sul canale, ora adibita a pub, sorseggiando una fresca birra locale, ci godiamo lo spettacolo dell'unico violento acquazzone che in pochi secondi scaraventa una specie di alluvione tropicale sulla città e soprattutto sui rassegnati turisti sorpresi durante la gita in barca e in canoa. Asciutti all'andata, li vediamo tornare ai loro approdi bagnati fino al midollo, ma comunque sorridenti, accompagnati dagli applausi scherzosi che escono dalle finestre delle case lungo la riva. 
Noi, belli asciutti e al coperto, sorridiamo ancor di più e brindiamo alla nostra fortuna.





IL TRAILER!


Il video finale lo trovate nella pagina dedicata e su YouTube a questo indirizzo.




P.S. Dedicato all'amico Nicolò, mio immeritato follower, improvvisamente e prematuramente strappato a questo mondo infame.




sabato 5 luglio 2014

IMPARA L'ARTE... (anche solo in parte)

Se si ha la fortuna di trascorrere alcuni giorni a Londra sotto un cielo sereno e luminoso, passeggiando rilassati alla tiepida brezza di fine primavera, fra viali, palazzi imponenti e magnifici parchi, si è poco propensi a chiudersi in qualche museo, anche se la città in questione rappresenta un best of in questo campo e la scelta proprio non manca.
Per fortuna, dipende dai punti di vista, un brusco cambiamento climatico con un tipico acquazzone londinese, riparati alla bell'e meglio sotto le volte del Covent Garden, ci ha costretti ad una rapida scelta.
Quattro salti fra le pozzanghere verso Trafalgar Square ed eccoci alla National Gallery.


La coraggiosa scelta dell'amministrazione cittadina di rendere gratuito l'ingresso in questi templi dell'arte e della cultura, cozza purtroppo con la limitata intelligenza dei fruitori, spesso rumorosi perditempo, o estemporanei gruppi familiari con bambini quasi in fasce, notoriamente in grado di apprezzare in religioso silenzio le finezze di un Velazquez o di un Vermeer.
A parte la mia solita ed inevitabile vena polemica, ho avuto l'ennesima conferma di quanto, almeno a me, l'invecchiamento giovi alla comprensione e predisposizione artistica. Pur trascurando, per necessità di tempo e gusti personali, alcune sale traboccanti di capolavori italiani del primo Rinascimento, mi sono riempito gli occhi con Caravaggio, Rubens, Rembrandt, Velazquez, Vermeer, Monet, Seurat, Van Gogh, Cezanne, e via discorrendo.

Purtroppo, la necessità di improvvisare e di vedere il più possibile in un tempo limitato, patologia tipica del turista medio, ci ha costretti a salti spazio-temporali degni di Star Trek. 
Non si può liquidare un tempio dell'arte come la National Gallery in poche ore, ma tant'è. Inoltre, valga come banale scusante, fuori era tornato il sole e ci aspettava un bel pomeriggio a spasso per Soho.
Ma le sorprese artistiche non erano finite (e come sarebbe possibile, a Londra!).
Nel corso di un'altra inattesa giornata di sole, ci siamo ritrovati a sgranare gli occhi di fronte a quella magnifica parte della Royal Collection custodita nel castello di Windsor. 
Dai ritratti di Van Dyck alla Strage degli innocenti di Bruegel il Vecchio, dagli arazzi ai soffitti intarsiati, dai mobili ai soprammobili, dalle armature alle collezioni di sciabole e moschetti, fino alla impareggiabile casa delle bambole, donata da Giorgio V alla principessa Maria d'Inghilterra nel 1924.




















Nel tentativo piuttosto ridicolo di emulare questi vecchi barbagianni di casa reale, ho voluto togliermi lo sfizio di spulciare nei vecchi negozietti d'antiquariato, arte varia e stampe antiche di Portobello Road, fino a trovare qualcosa di carino, e adeguato al mio portafoglio, da appendere alla parete della mia sala. 
Inutile dire che non era un Bruegel o un Vermeer...