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Visualizzazione post con etichetta Clint Eastwood. Mostra tutti i post
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domenica 18 novembre 2012

I MIGLIORI FILM DEGLI ULTIMI ANNI (only for me, of course…)

Mi piace ogni tanto ripensare ai bei film che ho visto negli ultimi tempi. Alle sensazioni piacevoli, alla commozione, agli stimoli intellettuali, al divertimento, ai rimpianti, alla pelle d’oca, a tutto quel miscuglio di sentimenti che vengono evocati o scatenati dalla visione di una bella storia sul grande schermo.
Così mi sono preso la briga di stendere un elenco molto personale, con i titoli a mio giudizio più meritevoli di attenzione, fra i film visti nelle ultime stagioni.

2008:
      ·  Il papà di Giovanna (Un Pupi Avati sopra le righe)
      ·  Giù al Nord 
      ·  Changeling (Clint Eastwood e una magnifica Angelina Jolie che regge quasi da       
sola 2 ore e mezza di film; finalmente una bella gnocca che sa recitare…)
      ·  Il giardino di limoni
 
2009:
·   The reader (Commovente, intrigante, originale; con una grande interpretazione   di Kate Winslet)
·   Gran Torino (Semplicemente ancora Clint Eastwood… e due!)
·   Basta che funzioni (Semplicemente Woody Allen…)
·  Bastardi senza gloria (mescolare una dose di Quentin Tarantino, una dose di 2° guerra mondiale, una dose di persecuzione di ebrei, due dosi di nazisti spregevoli, una spruzzatina di eroi alleati, tre o quattro grandi attori, shakerare e voilà…)














2010:
·  Invictus (Semplicemente ancora Clint Eastwood, questa volta un po’ retorico… e tre!)
·   Il segreto dei suoi occhi
·   Hereafter (Semplicemente ancora Clint Eastwood… e quattro!)
·  La donna che canta (Il dramma della Palestina mai rappresentato così realisticamente e crudemente. Da vedere in apnea.)

2011:
·   Io sono Li (la difficile vita di un’immigrata cinese in formato poesia.)
· Contagion (Uno scenario futuribile, scientificamente plausibile e storicamente credibile.)
·  Una separazione (La crisi di una coppia nel moderno Iran. Ritratto umano senza confini. Bellissimo.)
·   Miracolo a Le Havre
·   Midnight in Paris (Semplicemente Woody Allen… e due!)
·   The artist
·   La chiave di Sara (La deportazione di una delle tante famiglie di ebrei francesi da parte della stessa gendarmeria francese, per compiacere gli invasori tedeschi. Un viaggio nella storia e nel proprio passato visto da una prospettiva singolare. Commovente e affascinante.)
·   The help
·   The lady – L’amore per la libertà (Aung San Suu Kyi, L’unica vera eroina dei tempi moderni.)
·   Tutti i nostri desideri

2012:
·   Paradiso amaro (finalmente un George Clooney bravo e convincente.)
·   Quasi amici
·   Cena tra amici (le prénom)
-   Argo


Appare lampante che, nel recente passato, l’anno più prolifico di belle storie risulti essere stato il 2011.
In un’altra occasione, magari, mi potrò dedicare ai film più brutti. O no?
No, forse quelli è meglio dimenticarli e basta.






domenica 26 giugno 2011

La settima arte, oggi

Uno alla volta, hanno chiuso i battenti tutti i vecchi cinema del centro storico. Che tristezza! Le nostre domeniche adolescenziali con gli amici… Le serate con la morosa… La storica abbinata pizza e cinema… E ora?
Tutti a vagare come zombi nei centri commerciali dotati di cinema multisala 3D, a ingozzarci –lo fanno tutti!- di popcorn e cocacola in bicchieroni di plastica, a comprare -già che siamo qua- cazzate assolutamente inutili, rintronati da musicaccia infernale e congelati dall’aria condizionata –così si risparmia quella di casa-?
Nooooo!

Per fortuna esistono ancora i cineforum. Pochi, magari mal distribuiti o improvvisati, ma esistono.
Non sono un’entità astratta o virtuale del cyberspazio in cui, distratti da altri target, chattiamo o postiamo commenti pieni di k x y @ # sull’ultimo videoclip di MTV o di Youtube.
Nooooo!
Sono vecchi locali in muratura, talvolta rimodernati talaltra no, occupati interamente da file di poltrone che guardano una parete coperta per quasi tutta la grandezza da uno schermo bianco. Rivolto verso quella parete, quando la vista mi funziona, confuso in mezzo a pochi altri carbonari, a pensionati più o meno parkinsoniani e sciami di vedove inconsolabili, riesco ancora a godermi un bel film, quelli cosiddetti “d’autore” solo perchè raccontano con passione e sapiente mestiere una bella storia.
Già, perché il segreto è tutto lì. Per fare un bel film serve una bella storia, coinvolgente e ben raccontata. Drammatica o divertente, non importa, basta che sia bella.
Quelli non “d’autore” poi, con intenti prevalentemente commerciali, in genere sono un vergognoso guazzabuglio di volgarità, sesso, violenza ed effetti speciali che molto raramente si combinano in un prodotto di qualità; vedi i nostri cinepanettoni o le megaproduzioni hollywoodiane ispirate a fumetti o videogiochi (sic!).
Nei cineforum, per fortuna, si può assistere al connubio fra film decisamente difficili o indigesti, ma stimolanti, e film più commerciali fruibili da un vasto pubblico, ma ciononostante di elevata qualità.
Per fortuna, l’elenco di questi ultimi è ancora abbastanza lungo. Il primo nome che mi viene in mente a mo’ di esempio è quello di Clint Eastwood, che da Mystic River in poi sembra non sbagliare un colpo.
Non vorrei mai assumere il ruolo di spocchioso saccente col naso levato, che gode solo nel guardare film pallosissimi di provenienza esotica, vincitori –come evitarlo?- di qualche festival cinematografico alternativo. Questo mai. Tutti noi pseudo-cinefili abbiamo adorato Fantozzi e il suo urlo liberatorio “Per me la corazzata Potëmkin è una cagata pazzesca”!
Scrollandomi di dosso questo imbarazzo, posso parlare solo di quello che al cinema mi emoziona, mi stimola, mi commuove e soprattutto mi piace. E magari parlarne con voi.